Il miglior addio: Le verità che devi conoscere su invecchiamento e morte

Il miglior addio: Le verità che devi conoscere su invecchiamento e morte

Chi legge questo articolo, con ogni probabilità, è ancora lontano dalla vecchiaia e fatica a immaginare cosa significhi davvero vivere la terza età. Di fronte all’invecchiamento e alla morte, proviamo sia estraneità che paura. Ma la morte è una certezza per tutti. Dobbiamo quindi prepararci, cercando di capire cosa ci aspetta, quali processi e stati d’animo affronteremo. Cosa possiamo fare noi, e come può la medicina evolversi per supportarci? Solo dissipando l’ignoto si può vincere la paura.

Quest’anno (2024) ho letto 100 libri, raggiungendo pienamente il mio obiettivo annuale di lettura. Le opere spaziavano in svariati campi: scienza, medicina, psicologia, arte, scienze sociali, letteratura, investimenti e trading, solo per citarne alcuni. Tra queste, molte erano eccellenti, e ho deciso di raccoglierle per una serie di consigli. Ci sono davvero tanti libri validi e meritevoli, ma per non rendere l’elenco troppo lungo, ho dovuto selezionare solo il meglio del meglio. Quelli che seguono sono i titoli che, a mio parere, meritano almeno quattro o cinque stelle su un massimo di cinque.

Forse hanno ampliato la mia visione e migliorato la mia comprensione, forse mi hanno donato una mole enorme di conoscenze preziose, o forse hanno semplicemente toccato profondamente la mia anima, suscitando gioia o tristezza. Tutti questi libri sono destinati a una rilettura futura, il che dimostra quanto siano importanti per me e quanto valore racchiuda questa lista di consigli.


Ecco il primo:

Il miglior addio: Le verità che devi conoscere su invecchiamento e morte - Atul Gawande

Titolo originale: Being Mortal: Medicine and What Matters in the End - Atul Gawande


Questo libro, scritto da Atul Gawande, professore presso la Harvard T.H. Chan School of Public Health e la Harvard Medical School negli Stati Uniti, offre risposte eccellenti a molte domande comuni sull’invecchiamento e la morte. Esamina l’approccio della medicina moderna a questi temi e spiega perché l’assistenza sanitaria contemporanea dovrebbe cambiare il suo modo di concepire la cura degli anziani, e perché l’obiettivo di “guarire le malattie” non è sempre appropriato per loro. Inoltre, approfondisce argomenti cruciali come le case di riposo, l’assistenza domiciliare e le cure palliative. Perché invecchiamo, e quali cambiamenti porta l’invecchiamento alle varie parti del corpo (ad esempio, la retina di una persona sana di 60 anni riceve solo un terzo della luce rispetto a quella di un giovane)? È meglio invecchiare a casa o in una casa di riposo? Come si può accettare psicologicamente l’invecchiamento e trovare il coraggio di affrontare la morte? Qual è il senso della vita? Qual è l’obiettivo delle cure palliative e quali scelte possono fare i pazienti?

Il libro, pur essendo scientificamente rigoroso, è intriso di profonda umanità, presentando numerosi casi reali e persino l’esperienza personale del professore con la morte di suo padre. È una lettura preziosa per tutti, inclusi gli operatori sanitari. Di seguito, vorrei condividere alcuni punti che mi hanno colpito particolarmente.

I giovani spesso dicono con leggerezza: “Quando sarò vecchio e non potrò più camminare, o se avrò una malattia incurabile, metterò fine alla mia vita”. Ma quando si trovano davvero di fronte a quel momento, la pensano ancora così? Il libro cita il caso di un paziente che aveva espresso al figlio il desiderio di non morire mai attaccato a tubi e macchinari, come era successo alla madre del ragazzo. Tuttavia, quando si è trovato di fronte a una decisione chirurgica importante, ha manifestato una fortissima volontà di vivere, dicendo: “Non abbandonatemi, se ho anche la minima possibilità, dovete farmi provare”.

Adottare uno stile di vita sano può forse rallentare il processo di invecchiamento, ma non può prevenirlo né evitare molte delle malattie legate all’età. La medicina tradizionale non è specificamente pensata per gli anziani; i medici si limitano a trattare i sintomi, e la ripresa della salute e della vitalità per tornare a una vita normale dipende principalmente dal paziente stesso. Ma i pazienti anziani hanno una capacità di recupero ridotta. Quando la stessa patologia si manifesta in una persona anziana, si può ancora applicare lo stesso piano terapeutico? L’esperienza dimostra che l’applicazione degli stessi protocolli può causare maggiore sofferenza ai pazienti anziani. In risposta alle patologie legate all’età, si è sviluppata la geriatria, una branca della medicina che non si concentra solo sulla malattia in sé, ma anche sulla qualità della vita e sul benessere mentale del paziente. Questa disciplina può alleviare notevolmente la sofferenza, aiutare gli anziani a vivere meglio, riducendo la probabilità di depressione e di perdita di autonomia. Purtroppo, la geriatria manca ancora di un’attenzione diffusa e di adeguati finanziamenti.

Durante il mio periodo di vita in Giappone, ho compreso profondamente come questo paese, da tempo il più anziano al mondo, abbia accumulato un’esperienza unica nella gestione dell’invecchiamento della popolazione, un’esperienza che altri paesi non possiedono. Ad esempio, il design della segnaletica stradale e dei semafori, le scale mobili a bassa velocità, le strutture senza barriere architettoniche ovunque e i vagoni della metropolitana con aria condizionata meno intensa permettono agli anziani di muoversi in sicurezza e senza ostacoli. Anche lo sviluppo di internet non lascia indietro gli anziani, mantenendo attive diverse modalità tradizionali per i servizi pubblici e i pagamenti, come l’uso esteso della posta e del contante. Perfino negli appartamenti in affitto si notano molti dettagli di design pensati per gli anziani, come i maniglioni in bagno e nei servizi igienici, e le superfici antiscivolo sul pavimento della doccia e sul fondo della vasca. Durante il Capodanno, i supermercati espongono set di tempura di gamberi fritti (海老かき揚げ), la cui forma ricorda la schiena curva di un anziano, e i tradizionali soba di fine anno (年越しそば), entrambi portatori di un bellissimo augurio di lunga vita. Questi dettagli, che toccano ogni aspetto della vita quotidiana – dal vestirsi al mangiare, dal vivere al muoversi – meritano di essere studiati e adottati da qualsiasi altro paese.

Invecchiamento e morte sono il traguardo che tutti dovremo affrontare. Comprenderli a fondo ci dona più coraggio, ci libera dalla paura del futuro e ci infonde maggiore fiducia per realizzare noi stessi nel presente. Ci spinge a valorizzare doppiamente il corpo giovane e forte che abbiamo ora e a offrire maggiore comprensione e cura ai nostri genitori e familiari mentre si avviano verso la vecchiaia.